Si prega di tenere gli occhi aperti ... specialmente di fronte alle idiozie





















Il Folle sognò, a suo tempo: "Si prega di chiudere gli occhi" e ne fece un dogma.

... Spire di boa constrictor avviluppano il collo,

violaceo,

di una donna-bambina che crede di non poter più gridare ...

Escono solo

alcune,

piccole,

sottili

lacrime sorde

agli angoli dei socchiusi occhi terrorizzati che

catturano la potente luce del sole,

prima di chiudersi definitivamente.

L'amorosa visione


Impronte di memoria






















Così, adesso, mi pare di intuire
senza sentire il bisogno di definire ...

Bimba


In fondo all'orto vicino al muro di cinta c'è un fico e più in qua vicino alla scala di pietra, la menta e un pomo ...
Stamani la piccolina ha puntato il dito curioso e con voce curiosa ha indicato un batuffolo concavo di piume e pagliuzze: era un nido che la pioggia di ieri ha fatto cadere giù dall'albero sul cofano dell'auto.

Anime salve






Qualcosa di personale



Ogni giorno, porto con me l'esperienza di una possibilità che mi è stata data, ed è grazie a quella che posso, a mia volta, dare possibilità a chi abbia il coraggio di coglierla.

E' l'immagine originale di te che, insieme ad altre, mi rende capace di trovare parole ed immagini.

E, forse, sono ancora lontana dal riuscire ad esprimere l'intensità di quello che sento.

Grazie

La magia di una danza


... non penso al movimento che voglio fare.
Il movimento si fa da solo e mi muove ... prima un braccio,
poi l'altro, poi le gambe, il bacino,
il collo, la testa ... i capelli fluttuano ...
il mio corpo si lascia danzare,
esplorando forme diverse, nuove ... e
la vergogna lascia spazio ad una perfetta armonia.
E così mi lascio sedurre dal richiamo di un linguaggio antico,
che non ricordo,
ma che riconosco come
familiare,
autentico,
indispensabile ...

La tranquilla disperazione


La maggior parte degli uomini,
per paura,
passa la propria vita
in tranquilla disperazione.

H. D. Thereau

Somiglianze

(P. Cezanne, La Signora in blu)

Del resto ciascuno fa ciò che gli somiglia di più,

nel modo che gli somiglia di più.

Francesca

Cronaca di una trasformazione

(A. Mancini, L'ispirazione)
Un pò di tempo fa avevo come l'impressione di non riuscire a vedere l'evidente, ciò che mi stava di fronte agli occhi ...

Poi, una notte ... un sogno, fondamentale, essenziale ... un'illuminazione ... soggetto, verbo e complemento e la frase si compone da sè e mi sorprende, mi scombussola, mi sconquassa ... e mi lascia esausta.

La spossatezza sostituisce il dolore che mi avvolgeva tutta. Non so da dove partisse, ma coinvolgeva principalmente gli occhi che non erano più in grado di vedere quello che solitamente vedono. In quelle macchie bianche cangianti, però, vedevano altre cose, quelle cose che non si vedono quasi mai.

Riuscivo solo a dire che non ci vedevo, non vedevo le parole del libro, almeno non per intero, non vedevo nè a destra nè a sinistra. Ai lati dei miei occhi c'era spazio soltanto per dei bagliori.

Un pò dopo, tutto ha assunto una forma lontana, sbiadita e la testa ... le tempie hanno cominciato a contrarsi in una smorfia di dolore, tese, bloccate in una morsa che preme, preme, preme ... più forte, sempre più forte ... e lo stomaco risponde al richiamo, contraendosi, l'utero risponde con la nausea.

La nausea, ancora nausea ... speranza di svenire ... i sensi mi abbandonano, non ce la faccio a stare seduta ...

A letto: formicolii, luccichii, tutto è ancora lontano.

So di essere nata,

è nata la testa, ancora dolente.

So che è accaduta una cosa importante

ma costosa e ancora non ho recuperato le forze per goderne a pieno.
Francesca