Palloncini colorati

Sogna, la bambina.
Ride e sogna.
Dipinge con l'immaginazione
palloncini colorati e
ride e
sogna e
vive.

Il linguaggio dell'altro

E' necessario ricercare continuamente, senza affanno, un modo adeguato di esistere per poter godere della presenza degli altri, per poterne gioire, attraverso un linguaggio che è sempre il linguaggio dell'altro; che diventa anche morbidezza di corpi che si incontrano ... finalmente, anzichè scontrarsi ... fino, talvolta, a uccidersi.
Questo è l'augurio che mi faccio e che vi faccio per le prossime feste e per il nuovo anno.

E tu

" e tu - per questo io ti amo - sei la cascata
che pur muovendosi custodisce la forma".
...
"Non sono affatto al sicuro, con te. Ma non ho alcun desiderio di essere altrove".

Arti e mestieri

Il sogno è quello di continuare a far sì che la fatica sia Arte condivisa.

Sine nomine


A Lilia da Anna Maria
"... luce intellettual, piena d'amore;
amor di vero ben, pien di letizia;
letizia che trascende ogni dolzore".

(Dante, Par. xxx, vv40-42)

Un pò di latino e qualche citazione dotta fanno sempre effetto ... specialmente tra le persone colte; sarà per la rassicurazione che proviene da riconoscere un linguaggio comune ... ma chi ha incontrato la Contadina (i miei venticinque lettori ormai sanno di quest'immagine!) non ce la fa più, dopo, a far finta di niente malgrado gli annullamenti e le bizze recalcitranti ...
"A lei i grandi e i gonfiati suscitano un riso interno, irrefrenabile. E i guai vengono quando non riesce a coprirsi il volto con il grembiule e quando le tocca vedere chi per nascondere il turbamento fa discorsi filosofici,citando i nomi dei padri ... lei non chiude mai gli occhi, quegli occhi, non volta la testa ...".
Malcapitati o fortunati? Spiego: quelli che l'hanno incontrata.
Stiamo parlando di donne; a chi c'ha messo la faccia spetta un nome o no?
Nella mia esperienza chiamare per nome una persona implica sempre una carica affettiva che va oltre una generica ammirazione.
La storia comincia così: correva l'anno 1935 quando a Empoli andò in scena l'operetta "La principessa del lago" del M.o Romolo Corona.
La ricerca dice che " La principessa del lago" non aveva una precisa trama e che si basava su una serie di quadri che andavano - con chiaro sapore retorico - dalla guerra del '15-'18 all'apoteosi fascista con la conquista dell'Impero ( Ottobre 1935, Maggio 1936).
Tutta l'operetta era piena di danze e venne rappresentata otto volte in luoghi diversi ( all'Excelsior, ai Filodrammatici, al Roma e alla Pergola di Firenze). Furono otto esauriti. Operetta ricca , con novanta banbine e bambini partecipanti e oltre trecento costumi.
Fu veramente un successo.
Occorre leggere l'articolo della Nazione di Empoli, Maggio 1936 che riporta la cronaca di questo grande successo per dare un nome a quella fanciulla dagli occhi "ridenti e fuggitivi" che sorride in primo piano nella fotografia di una scena, per dare un nome, dicevo, all'ottima "Dorina", ossia Lilia Zari.
Scrivo questo perchè in testi recenti, mentre non si rinuncia a riportare la fotografia, proprio di quella scena, si perde invece la memoria del nome di una interprete, Lilia Zari.
Ma Lilia ha una figlia a cui piace scrivere via via pensieri peregrini in modo grossolano, senza pretese, per comunicare affetti e pensieri e così ecco che il nome torna vicino all'immagine.

Il fatto pare di piccola portata e non ne avrei mai scritto se non fosse, questo, un esempio di annullamenti più grandi.
Le storie degli umili sono simili a quelle dei grandi.
Si può non sapere chi sia la principessa, di sicuro si sa chi è il Principe.
Tutti conoscono Freud, molti conoscono Jung, quasi nessuno conosce Sabina Spielrein ... (per conoscenza si rimanda a Aldo Carotenuto "Diario di una segreta simmetria).
La figlia di Lilia, Daniela

Un pò di giustizia val bene un pò di fatica. Questo articolo è un dono che, con rischi personali ,entra in una dimensione collettiva. Qui non ci interessa l'oggettività storica ma il desiderio di riappropriarsi di qualcosa che c'è stato e che nessuno potrà togliere mai.
Con affetto, Francesca

Le parole nella mia vita

"le parole sono state tutta la mia vita - questa necessità è simile a quella della Ragna che spinge innanzi a sè un grosso Fardello di Seta che deve tessere - la seta è la sua vita, la sua casa, la sua salvezza - e se la tela è aggredita o distrutta, beh, che cosa può fare lei se non farne un'altra, tessere di nuovo, disegnare ancora - direte che è paziente - e lo è - può essere Violenta - è nella sua natura - Deve - o morire di indigestione - mi capite?"
Christabel LaMotte

La scelta in un attimo

Ci sono casi in cui parlare è d'aiuto e altri in cui è del tutto vano. Fondamentale è distinguere gli uni dagli altri.

Il senso nella continuità

E' la certezza della continuità che mi fa sorridere, oggi, entrando in questa stanza; come se passato , presente e futuro si condensassero in un unico straordinario istante che dà senso a ciò che ogni giorno faccio e che altri prima di me hanno fatto continuano a fare e che altri ancora continueranno a fare come e se vorranno, senza dover ricominciare tutto dall'inizio.
Niente è inutile, non si azzera nulla, tutto contribuisce a far sì che le cose vadano in una certa direzione costruttiva.

A te e alla speranza dei ricordi passati


Occorre guarire le sventure per mezzo del ricordo ... e in virtù del sapere che non è possibile rendere non avvenuto ciò che invece è avvenuto. (Epicuro)
Riporto questa frase non tanto per il significato o l'autore quanto perchè chi me ne ha messo a conoscenza ha voluto contribuire, non solo con le parole, alla libera realizzazione di ognuno, facendosene carico in prima persona.

Aggiungo, a proposito di quello che dice Epicuro che c'è sempre anche la possibilità di trasformare il passato attraverso l'azione e l'intenzione presente. Così, ciò che è avvenuto resta avvenuto ma il racconto che ne facciamo ci restituisce la speranza.

Sentita lungo il cuore

Strana etimologia, quella del verbo ricordare, come se fosse il cuore la sede della memoria e la poesia venisse immagazzinata nel sangue.

Auspicabilmente

"L'individuo appare per un istante, raggiunge la comunità di pensiero, la modifica e muore; ma la specie, che non muore, raccoglie i frutti della sua effimera esistenza".

Così, il vento


Così, il vento suona
voci che orecchio umano
non coglie.
Sono corde vibranti che
toccano solo,
chi dentro accorda scintille
appassionate come
corde di violino.
Per il resto,
tutto tace.
Duole?
Chissà.

Il nome della rosa

... così ,gli uomini trovano l'essenza nella donna,c'è un'essenza.
Sì, c'è un'essenza ed è il tuo utero e l'uomo che ce l'ha, la tiene in mano, invece scappa via a innalzare grosse costruzioni.

Il primo bacio

" ... intuì come dietro a questo primo bacio stesse una lunga, una bene ordinata, bene esperimentata serie di baci, l'uno dall'altro diverso, che ancora lo attendevano. Rimase lì esterefatto, respirando profondamente, e in quel momento era come un bambino stupito per la copia del sapere e per la quantità di cose da imparare che gli si schiudevano davanti agli occhi".
(H.Hesse, Siddharta)

La cognizione del dolore


Dolore.

Quello di una vita.
Quello che non si racconta.
Quello inconsolabile.
-Non potrebbe esserci consolazione che
non lo renderebbe peggiore-
Quello degli otto anni.
Quello che riconosco,
tra gioia e gioia,
negli occhi di mio figlio.
Quello che si nasconde sotto ogni bellezza.
Quello che,
scavando scavando,
trovo sempre,
dappertutto.
Quello che dà il senso all'esistenza.
Quello che me la fa amare così tanto.
Che mi fa sperare
così tanto.

I sapori di sempre ... per un anno in più




E' con meraviglia che ieri sera ho respirato di nuovo quell'aria di allegra confidenza che si prova nel rivedere, magari dopo tanto tempo, tutti insieme, i volti che sono stati la nostra infanzia.
La mia casa popolata di dolci ricordi, caldi suoni, sguardi che sanno senza sapere.
Passa una vita, cambia tutto, ma quello che c'era davvero, se davvero c'era, si ritrova sempre con rinnovato amore.

Benvenuti


"Possiamo andare con un altro, fin dove siamo andati con noi stessi. Questo significherebbe che possiamo andare con noi stessi soltanto fin dove siamo andati con un altro".

La forza della leggerezza


"In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione più o meno avanzata a seconda delle persone e dei luoghi, ma che non risparmiava nessun aspetto della vita. Era come se nessuno potesse sfuggire allo sguardo inesorabile della Medusa".
[...]
"L'unico eroe capace di tagliare la testa della Medusa è Perseo, che vola coi sandali alati, Perseo che non rivolge il suo sguardo sul volto della Gorgone, ma solo sulla sua immagine riflessa nello scudo di bronzo ... per tagliare la testa di Medusa senza lasciarsi pietrificare, Perseo si sostiene su ciò che vi è di più leggero: i venti e le nuvole, e spinge il suo sguardo su ciò che può rivelarglisi solo in una visione indiretta, in un'immagine catturata da uno specchio".

" [Occorre] delicatezza d'animo per essere un Perseo, vincitore di mostri: Perchè la ruvida sabbia non sciupi la testa anguicrinata, egli rende soffice il terreno con uno strato di foglie, vi stende sopra dei ramoscelli nati sott'acqua e vi depone la testa di Medusa a faccia in giù.
Mi sembra che la leggerezza di cui Perseo è l'eroe non potrebbe essere meglio rappresentata da questo verso di rinfrescante gentilezza verso quell'essere mostruoso e tremendo ma anche in qualche modo deteriorabile, fragile"(Calvino, Lezioni americane,1993).

E' con la forza della leggerezza, dunque, che è possibile difendersi dallo sguardo distruttivo di chi è, morto dentro, vuole uccidere anche l'umanità dell'altro.

Un giorno lontano, un'idea

Rischia di sembrare impossibile tutto ciò che dobbiamo ancora fare.
Quando e se lo facciamo, sembra impossibile non averlo fatto da sempre.

Può darsi, però, che sia servito tutto quel tempo di apparente inattività per realizzare quello che oggi sembra fatto apposta per noi.

Donne ch' avete intelletto d'amore

Donne ch'avete inelletto d'amore,
i' vo' con voi de la mia donna dire,
non perch'io creda sua laude finire,
ma ragionar per isfogar la mente.
Io dico che pensando il suo valore,
Amor sì dolce mi si fa sentire,
che s'io allora non perdessi a dire,
farei parlando innamorar la gente.
E io non vo' parlar sì altamente,
ch'io divenisse per temenza vile;
ma tratterò del suo stato gentile
a respetto di lei leggermente,
donne e donzelle amorose, con vui,
ché non è cosa da parlarne altrui.

[...]

Dico, qual gentil donna parere
vada con lei, che quando va per via,
gitta nei cor villani Amore un gelo,
per che onne lor pensero agghiaccia e pere;
e qual soffrisse di starla a vedere
diverria nobil cosa, o si morria.
E quando trova alcun che degno sia
di veder lei,
quei prova sua vertute,
e sì l'umilia, ch'ogni offesa oblia.
Ancor l'ha Dio per maggior grazia dato
che non pò mal finir chi l'ha parlato.
Dice di lei Amor: "Cosa mortale
come esser pò sì adorna e sì pura?".
Poi la riguarda, e fra se stesso giura
che Dio ne 'ntenda di far cosa nova.
Color di perle ha quasi, in forma quale
convene a donna aver, non for misura;
ella è quanto de ben pò far natura;
per essemplo di lei bieltà si prova.
De li occhi suoi, come ch'ella li mova,
escono spirti d'amore infiammati,
che feron li occhi a qual che allor la guati,
e passan sì che 'l cor ciascun retrova:
voi le vedete Amor pinto nel viso,
là 've non pote alcun mirarla fiso.
Canzone ...
E se non vuoli andar sì come vana,
non restare ove sia gente villana:
ingegnati, se puoi, d'esser palese
solo con donne o con omo cortese,
che ti merranno là per via tostana.
Tu troverai Amor con esso lei;
raccomandami a lui come tu dei.

Come cristalli ...

Non c'è niente di più misterioso della luce che va a asplorare l'intima struttura di un cristallo, paragonabile solo alla magica armonia che si crea tra le persone, tanto bella quanto fragile.
Le relazioni sono come cristalli pervasi di luce, bellissime, è necessario averne cura e talvolta non basta. Un attimo e si incrinano. Non più luce, non più colori, non più meraviglia, solo minuscoli frammenti di tristezza. Ma per rivedere quella luce ...

Sulla bellezza


non è mai un male voler vedere.
con i propri occhi.

nel dubbio che gli occhi altrui non avessero saputo vedere abbastanza? oppure per trovare conferma delle proprie ed altrui intuizioni?

bello, anzi bellissimo.
ma, prima ancora di qualunque idea, o di qualunque sogno - bello o brutto che fosse - l'immagine di una relazione.
magari da vivere e da riproporre?

un'idea di nostalgia per quel che è stato e per quel che ancora possa essere.

tanti anni fa, un'incerta intuizione: non è per me.

poi, il tempo dice se si trattava di una resistenza o di un sano assetto profondo che - senza spiegare - rende evidente l'incompatibile, la perplessità, il non capire, il non voler partecipare.

le teorie, belle magari, da trattenere in qualche misura, se dicono di una originaria dimensione di sanità, di una cura possibile, ma - fondamentale - la prassi.
La cui necessità costantemente si ripropone.
anche oggi.
francesco

L'analista: teoria e prassi

E’ stato un male voler vedere?
Il mito, almeno quello che ho letto io, dice che Psiche si avvicinò al suo sposo addormentato e per vederlo lo illuminò con una lampada.
Ella vide Amore [il più bello ed il più amabile degli dei].
Ma talvolta nella realtà può accadere che Psiche si accorga che nelle tenebre della notte, stava giacendo con un mostro.
Il peccato, secondo i greci, era sempre lo stesso. La chiamavano ubris, la tracotanza di sfidare la divinità.
Ma se assumiamo come valida l’idea che non c’è nell’uomo alcun peccato originale che ne determini l’esistenza, così dobbiamo assumere che la scelta di voler fare l’esperienza di conoscenza diretta non possa considerarsi peccato bensì l’unico modo per poter conoscere, nella speranza di un di più che avrebbe potuto esserci e non c’è stato.
Solo a questo punto, il rifiuto dell’ovvio, dell’amorfo, del ripetitivo, dello stupido è un autentico rifiuto che non può essere equivocato in alcun modo con una fuga.
Il bordello sognato prima del viaggio, che mi aveva messo nell’incertezza di provare invidia per una realizzazione che immaginavo straordinariamente lontana dalle mie, si è rivelato essere, invece, l’intuizione di una prassi superficiale e rituale, fatta di consensi che escludono qualsiasi possibilità di rapporto.
Sono delusa ma non pentita di aver voluto vedere perché l’esperienza, una volta fatta, lascia il posto all’intenzione di mantenere valida la teoria ma di proporla in termini del tutto personali rispondenti al mio modo d’essere, libera da lontani fantasmi persecutori che possono sempre compromettere l’individualità implicita ad ogni atto creativo.
L’incertezza del prima è stata completamente fugata dall’essermi ritrovata in una realtà senz’amore in cui l’unico modo per poterci stare era quello di accettare uno stupro, che a me, e qui sta la fregatura, non ha fatto neppure godere.
Malgrado tutto, mi ritrovo sempre un inconscio più sano di quello che credo, un inconscio che evidentemente viaggia più rapido della mia ragione e che mi guida nel dire si o no.
L’unica cosa che si debba fare nella vita.
Partita presunta invidiosa torno a casa serena, a proporre le cose che mi appartengono e mi potranno appartenere di più, con la possibilità di scoprirne altre anche grazie ad altri che ci sono e che ci potranno essere, senza paura e senza limiti e tabù.
Mi chiedo, a questo punto, chi sia davvero il fascista o il prete.
Colgo l’occasione per rinnovare la stima a chi ha preso la bellezza di un’idea e l’ha fatta sua, solo quanto basta per non perdersi e per mantenere il proprio modo d’essere.
E così, in quel caso, quando Psiche vide Amore, scoprì [il più bello e il più amabile degli dei].

Buona serata a tutti

Non credo sia importante se sei stata brava a farti trovare o sono stato io bravo a seguirti.
L'importante è che ci siamo. E' stato intenso. Sono stato bene. Zitto, ma bene. Guarda che colori ci regala la luna stasera. Buona serata

Penso che ...


quando la capacità di vedere chiaramente la realtà viene meno, aprirsi al dialogo e al confronto, senza paura, aiuta a allargare gli orizzonti.
Ecco che si compie il prodigio di vedere cose e di intuire soluzioni che, magari, erano sempre state lì dove le abbiamo trovate, ma che, probabilmente, non avevano assunto ancora quei contorni netti in grado di definirle.

E come per la prima volta

sento una fitta al cuore.
Il petto si restringe
fino,quasi, a implodere.
Ecco cosa sento
a guardare davvero
come stanno le cose.
E' tutto drammaticamente chiaro,
più reale del concreto,
più tangibile di un fatto,
più vero dell'evidenza.
Non mi è possibile negare
quello che,
prepotente, rimbomba;
quello che trova asilo
negli anfratti più sensibili
di un'intera esistenza.
So che è così.

Gli amori che verranno

Leggo tra le righe un amore che
non va mai sprecato.
Una volta che qualcuna
sia in grado di provarlo e di esprimerlo
adeguatamente,
non occorre avere fretta.
L'occasione per amare
arriva sempre,
e non delude,
predispone
agli amori che verranno.

E perchè non siete al palazzo del Re a pulire e a aprire porte

Perchè le porte che desideravo veramente sono già state aperte ...

La ricerca di una vita


In questi giorni, disegnando una mano e un braccio, ho messo in pratica il precetto di Delacroix: " Non partire dalle linee di contorno, ma dal centro". Questi soggetti offrono buone occasioni di prendere come punti di partenza delle ellissi. Ciò che cerco di imparare così non è il disegnare una mano, ma il gesto; non una testa matematicamente esatta, bensì il profondo della sua espressione. Per esempio, lo zappatore che annusa il vento quando alza un attimo il capo o parla. Insomma, la vita.

(Vincent Van Gogh)

Un bacio d'amore


Scartabellando tra vecchie carte, mi sono imbattuta in un foglietto piccolo e sgualcito che con curiosità sono andata a aprire. E' con piacere che ho avvertito una certa familiarità nell'osservare quei segni blu che tanto assomigliano a foglie turbinanti nel vento. Ho riconosciuto subito chi ne era l'autore e questo tuffo nel passato mi ha strappato un sorriso.
Poi ho letto:
"... io sono un sognatore ma anche un gran dormiglione e non è vero che le due cose sono la stessa anima di un solo corpo perchè l'immaginazione continua a creare mondi anche a occhi ben svegli".

Infinite possibilità


... perchè per godere completamente di ogni relazione è necessario averne altre, avere prospettive e possibilità di scelta; altrimenti quella relazione diventa l'unica realtà possibile ... una prigione, una tomba. E nelle tombe, si sa, ci si va da morti.

Libertà e conoscenza

E' solo lasciandole libere che puoi conoscere davvero le persone

Prima il corpo poi le parole


... mi ha riconosciuta dallo sguardo e mi ha accolta con affetto. Ci siamo abbracciati a lungo, poi ha preso a parlare. Ha detto di me e di lui; io ho detto di lui e di me, su un comodo divano bianco.

Mi dolgo ma non mi pento

Il dolore, ogni tanto, fa capolino e si preoccupa di accorgersi se sono in grado di sostenerlo o meno. Oggi, all'improvviso, come è solito fare, è arrivato, mordace, salato, inatteso ... per aver visto un'ombra al posto di un uomo.
Non è la prima e non sarà l'ultima volta, non sono spaventata perchè accanto a quel dolore c'è sempre anche la speranza di ritrovare l'umanità di uno sguardo.

Lettera a una bambina nata

Il giorno più bello della mia vita, 26 ottobre 2001, 45 giorni prima la caduta delle torri gemelle, il giorno più triste degli ultimi anni.
La vita, per fortuna, procede e il giorno della tua nascita arrivò.
Tu, cara Bianca, in pochi mesi, di avventure ne avevi già passate molte, dal giorno che sei stata scoperta in grembo a mamma, già lottavi con litri e litri di acqua mortale. Si,proprio così, l'iperstimolazione ovarica alla quale era stata sottoposta mamma aveva creato tutti i presupposti per rendere quest'acqua mortale.
Fui raggiunto telefonicamente da mamma mentre mi trovavo in superstrada: mi diceva con voce squillante che dentro il suo utero c'era una vita, superminuscola, ma una vita c'era, però doveva lottare con la presenza di acqua minacciosa, paurosa.
Io ho sempre avuto timore dell'acqua, so nuotare bene ma l'acqua alta mi soffoca, questa,però, era un'altra paura.
La notte sognavo male, mi rigiravo nel letto, mi svegliavo tutto sudato ... ero angosciato, sognavo di trovarmi nel mare in tempesta in preda ad un mare agitato, tumultuoso.
Proprio in quel periodo, mi recavo spesso in piscina a fare terapia, dovevo recuperare da un infortunio fastidioso, mi trovavo in acqua profonda e questo mi assillava, vedovo l'acqua di colore più scuro, chiudevo gli occhi e respiravo profondamente per ritrovare una dimensione sana.
La fase difficile per fortuna passò e in fretta, i litri di acqua iniziarono a scemare pian piano e la vita prendeva forza, vitalità.
L'acqua, da nemico da battere, diventava piano piano forma vitale, necessaria alla tua corretta crescita, era perfino ristoratrice perchè all'interno della placenta tutto procedeva regolarmente.
Poi arrivò l'atteso giorno, erano le 17.30 di un caldissimo giorno di ottobre, insolito in autunno, ma forse un segno del destino, tutto quel calore, fuori si stava in maglietta, servì a far evaporare tutta l'acqua in eccesso, un'acqua salvatrice, purificatrice.
Ora guardandoti,manca poco al primo giorno di scuola, ti vedo muoverti fluida, proprio come l'acqua di cui sei stata compagna per molto tempo.
Andrea

La donna acqua

Molto tempo fa, in un regno lontano, viveva una giovane donna bellissima che era solita immergersi nelle profonde acque purificatrici del mare per rinnovare la sua bellezza.
Un giorno, mentre nuotava libera negli abissi del mare si sentì svenire di piacere, gli occhi le si riempirono di fluide lacrime ristoratrici e il canto le si spezzò in gola.
Per nove mesi rimase in attesa di scoprire il mistero che l'aveva avvolta e, paurosa visione, in una notte tumultuosa le apparve l'immagine mortale di un uomo che le aveva tolto la parte più vitale di sè.
Pianse per anni finchè, dopo tutto quel dolore provato, dopo un lungo viaggio fatto di incontri e di addii, realizzò di poter essere l'unica salvatrice per se stessa e rinunciò al cavallo bianco, al principe azzurro, alla rabbia dell'attesa e dell'impotenza, all'invidia che provava quando ancora odiava la propria immagine riflessa, all'indifferenza di quando non credeva più possibile che si potesse vivere diversamente, realizzando un proprio modo d'essere autentico, espressione massima di bellezza, armonia, desiderio di concepire figli, vitalità di volersi trasformare continuamente senza spaventarsi troppo.
Fu così che tornò, lei, da sola a immergersi in quelle acque in cui era solita immergersi e che tanto aveva amato.

Un' avventura bella

Stamattina l'incontro con il nuovo mi dà la sensazione di essere attraversata da una frizzante brezza settembrina che mi invoglia a stare a guardare che cosa succede con un sorriso che esce, irrefrenabile, dalla bocca. Un buongiorno, poche piacevoli righe e la vita acquista quel non so che di magico che andavo cercando.
Grazie Sergio

Nascita

... e così ci ritroviamo nati, una nuova nascita, ogni volta meraviglia ... perchè sembra impossibile, eppure accade.
Quando vuole, senza tener conto delle attese altrui, delle aspettative, arriva e basta.
Commuove, contagia, fa venir voglia di sognare,di progettare, di realizzare.
Si festeggia tutti insieme e si viaggia avanti e indietro con la memoria dilatata alle antiche nascite e a quelle che dovranno ancora venire che sono di tutti, che appartengono a tutti quelli che sono stati capaci di stare nei travagli di vite che ondeggiano ma che non si smarriscono.
Vi ringrazio tanto amici, vecchi e nuovi.

Le parole per dirlo

Nelle relazioni talvolta può accadere che uno dei due si senta offeso non a giusta ragione.
La ferita brucia, brucia davvero e sul momento è più forte di tutto; poi, pian piano, ci convinciamo che un episodio isolato non può compromettere un rapporto insostituibile e il nostro cuore si riapre all’amore, ma la gioia di prima non c’è.
Fino a quel momento il pensiero dell’altro dava alla vita quel sorriso speciale che si chiama col nome dell’altro, dava ai sogni quell’immagine di fresca euforia che fa dire lì c’è lui che mi aspetta.
All’improvviso in un secondo incompreso tutto questo è distrutto.
Io non so di sicuro che cosa si debba fare in momenti del genere; so però di sicuro di che cosa ho bisogno per provarci di nuovo quando capita a me; di parole ho bisogno, di parole semplici e, per una volta, dirette a me sola – proprio come l’offesa.

A tutti voi ... con affetto

Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere,
possedere dev'essere il peggior modo di piacere.

Quel che di più bello ...

... A Lei,
perchè anche nel giorno in cui
il deserto che continua ad avanzare
finirà per coprire ogni cosa, Lei saprà
ancora miracolosamente immaginare
un'oasi, non come approdo
definitivo, ma come punto di
partenza, nuovo.

Favola d'amore

... E i marinai, domandò lei, Non è venuto nessuno, come potete vedere, Ma li avete ingaggiati, almeno, insistette lei, Mi hanno detto che di isole sconosciute non ce ne sono più e che, anche se ci fossero, non hanno nessuna intenzione di lasciare la tranquillità delle loro case e la bella vita delle navi da crociera per imbarcarsi in avventure oceaniche, alla ricerca dell'impossibile, come se fossimo ancora al tempo del mare tenebroso, E voi, che cosa gli avete risposto, Che il mare è sempre tenebroso, E non gli avete parlato dell'isola sconosciuta, Come avrei potuto parlare di un'isola sconosciuta, se non la conosco, Ma siete sicuro che esiste, Tanto quanto è tenebroso il mare ...

... voglio trovare l'isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò ... bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola ... non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi ...
Si svegliò abbracciato alla donna delle pulizie, mentre lei lo abbracciava, confusi i corpi, confuse le cabine, non si sa se a babordo o a tribordo. Poi, poco dopo il sorgere del sole, l'uomo e la donna andarono a dipingere sulla prua dell'imbarcazione, da un lato e dall'altro, a lettere bianche, il nome che ancora bisognava dare alla caravella. Verso mezzogiorno, con la marea, L'Isola Sconosciuta prese infine il mare, alla ricerca di se stessa.

Memorie dal sottosuolo

L'uomo ama creare strade, è indiscutibile. Ma come mai ama anche alla follia la distruzione e il caos? ... Non sarà che egli ami la distruzione e il caos (e non c'è dubbio che qualche volta li ami molto) perchè teme istintivamente di raggiungere lo scopo e di terminare l'opera in costruzione?
...
magari tutto lo scopo dell'esistenza cui l'umanità aspira si racchiude nell'inestinguibilità del perseguimento dello scopo, o per dirla in altro modo, nella vita e non nello scopo, che s'intende, dev'essere nient'altro che due-per-due-quattro, cioè una formula, ma due-per-due, signori, non è già più vita, è piuttosto l'inizio della morte.

F. Dostoevskij

Il cammino fino a te

Fu lungo il mio cammino fino a te,
la vita intera quasi ti cercai
per serpeggianti avidi incontri
con altri, e tu non venivi.

E fino a dove s'apriva il tuo sguardo,
ombre attraversai e rumori sordi,
ma trapelava da me soltanto
purezza di suoni - per amor tuo.

Ogni tua carezza io piansi,
Prima che fosse nata la difesi,
e il nostro futuro incontro custodivo
con pazienza nel mio petto.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
immensamente lungo, e quando tu davvero
finalmente davanti a me sei apparso,
ho riconosciuto te, ma me stessa a stento.

Immensi spazi avevo in me raccolto,
sconfinati aromi, timbri e desideri,
e abbracciavo ormai uno spazio così vasto
che accanto a me dovevi fermarti.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
e ci ha unito per un incontro breve.
Sapendolo... di nuovo sceglierei
questo lungo cammino fino a te.

Blaga Dimitrova

E ti vengo a cercare

... e ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perchè mi piace ciò che pensi e che dici ...

Desertificazione

Immaginate quale può essere l'effetto di danzare, non in un teatro vuoto che potreste popolare con la vostra fantasia, ma davanti ad un pubblico della cui cecità non eravate stati informati ed accorgervi di non essere stati visti, riconosciuti.

La chiave ... di violino

Colui che domina il mondo è colui che non riesce ad averci rapporto